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“Caput Mundi”: il monumento del rap italiano!

Per essere un vincente nella vita è importante ragionare da numeri uno, se stai ragionando da numero uno, ho una brutta notizia per te, comincia a ragionare da numero due, perchè siamo tornati compi!
Già dall’introduzione di EliaPhoks riusciamo a capire lo spessore di CAPUT MUNDI, il nuovo producer album di St. Luca Spenish. Una scelta musicale fatta senza essere studiata a tavolino, un rapper con un forte accento palermitano che apre un disco su una strumentale cupa, con rime forti e taglienti, lontani dai suoni e dagli argomenti del momento, dovete ammettere che è una bella scelta da fare.
Adesso però prendiamoci un attimo di riflessione prima di continuare a sviscerare il nuovo disco di Spenish, ovvero andiamo a vedere cosa c’è dietro a CAPUT MUNDI.
Per un produttore mettere insieme 20 teste su un disco penso sia una delle cose più complicate al mondo, specie se alle spalle non c’è una grossa etichetta discografica ed un team di lavoro. Il disco Caput Mundi, nasce dopo 4 mesi di lavoro non stop, tra produzioni, registrazioni, talkbox, mix e master di ogni singolo brano, foto, video, contratti, stampa, distribuzione, ufficio stampa e via dicendo.
Dall’altro lato della medaglia, un lavoro totalmente indipendente come quello di Spenish, ti permette però di creare un disco a tuo gusto, a tuo piacimento. Senza dover sottostare ad obblighi contrattuali o scelte dell’etichetta, e questo nel suo nuovo album si sente davvero tanto.
Tra i producer’s album usciti negli ultimi anni, quello di St. Luca Spenish sarà uno dei pochi che resterà nel tempo, perchè a differenza di molti altri produttori, che hanno buttato via delle bellissime strumentali mettendoci sopra del rappato mediocre, il suo disco è lineare e pulito e con del gran rap per tutti i gusti. E’ riuscito a mettere sulla stessa traccia un talento della nuova scuola come Dani Faiv con la classicità di Zampa e il talkbox di Kiquè in “Niente di Nuovo“, è riuscito a rinfrescare la hit “Sulla Costa” uscita anni fa su “Pancia Piena EP“, è riuscito a creare un instant classic con “Romanzi Neri” riunendo Nex Cassel, Il Turco ed Er Costa, cose davvero non semplici.
Vedi “Malachite”, una delle tracce più belle e tecniche del disco, dove Giovane Feddini, Adam Blee, Daweed ed Anagogia si susseguono barra dopo barra senza nessun ritornello, mandando tanti schiaffi sulla strumentale del producer palermitano.
La scelta di collaborare con Kiquè Velasquez per i ritornelli col talkbox è una delle scelte più azzeccate del disco, infatti ogni traccia ha un filo conduttore che fa suonare fresco l’album, traccia dopo traccia.
Maestosi come dicevo sopra il remix di “Sulla costa” di EliaPhoks feat Nex Cassel, ma anche di “Black Market” con Noyz Narcos e Nex. Ma il capolavoro assoluto del disco è l’unione del rapper veneto Cassel insieme ad EGreen per “Dallo a me“, brano che diventerà un masterpiece del rap italiano.
Per concludere: in un mondo di musica fast food, Caput Mundi è un album BIO, coltivato in un luogo incontaminato e annaffiato con passione e amore. Ogni singola traccia è un seme messo sottoterra, che è diventato una bellissima pianta da frutto che da domani potrete mangiare attraverso le vostre cuffie su Spotify.

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