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Alla scoperta di Kalybrò

Kalybrò
Bella Kalybrò, cominciamo dall’inizio: come è nato il concept dell’ep?
Il concept dell’Ep è nato da solo, praticamente, scrivendo i vari brani e continuando a sfogarmi alla fine ho detto “seguiamo questa via”, e così è nato Nema!
A più riprese fai riferimento al concetto di “Nema” quasi a significare un qualcosa che vada oltre questo EP, come nella title track. Quando è nata quindi quest’idea di Nema, come emblema di una mentalità prima ancora che titolo di un disco.
Io ho sempre avuto questa voglia di cambiamento, penso che ancor prima di scrivere “Nema”, a livello di mentalità, già ero predisposto a questo. Poi sono riuscito anche a dare un nome a questo modo di pensare e vivere, perché dentro “Nema” semplicemente c’è Alessio e la sua vita!
Dal dialetto alla narrazione dei posti e delle storie della tua zona (come in Dna) tu racconti costantemente il rapporto tra te e la tua terra ma il tuo lavoro è uscito solo dopo il tuo trasferimento a Bologna, c’è un motivo?
Non c’è un motivo dietro, io già lavoravo a distanza con Diego per creare quello che alla fine è stato “Nema”, e c’era l’idea di registrarlo al Menounolab. Dopo essere riusciti a chiudere un po’ di brani sono andato a Bologna, inizialmente per registrare e basta… invece è finita che sono quasi due anni che sono stabile qui.
Cosa della tua Calabria ha stimolato la tua produzione e cosa invece ha frenato il percorso?
La Calabria praticamente mi scrive i testi… tutto mi stimola: la vita giù, la mentalità, le persone, qualsiasi cosa… le cose che mi frenano sono poche adesso, stando lontano, ma quando ero giù non potevo pensare di concentrarmi a pieno su questo perché la vita non me lo permetteva.

Dal punto di vista del flow le tue metriche partono da un approccio alla scrittura molto hardcore e molto classic per poi abbracciare varie sonorità come in “Blessed” e “Monumenti”. Come hai lavorato alle sonorità di questo Ep?
A me piace un sacco cambiare generi continuamente, poi c’è da dire che Diego è un genio già di suo e ci siamo trovati subito. Le sonorità le abbiamo proprio cercate e lavorate al massimo, nella mia testa già sapevo che tiro volevo per il disco e alla fine è stato più difficile scriverlo per me che trovare le varie strumentali.
Dalle tue liriche alla cover del disco sembra esserci convergenza verso l’esaltazione di un tema a mio parere cardine: Il contrasto tra la quotidianità di storie e personaggi con la spiritualità che è un po’ la chiave interpretativa dominante, mi viene da pensare ad un brano più degli altri, “Dna”. Ti ci ritrovi?
L’Ep è molto personale e come dici tu è proprio un mix tra la quotidianità e la spiritualità: racconto nel dettaglio tante cose mie, personali, e ho scelto di interpretare così “Nema” perché per il percorso di vita che sto facendo mi sembrava il modo più adatto per raccontare le cose.
Mi viene da chiederti, qual è il tuo rapporto con la spiritualità e più nel dettaglio con il culto religioso?
Allora, tenendo fuori la religione, io sono una persona che crede molto nella spiritualità sia nel modo di pensare sia in quello di vivere. Non sono proprio una persona religiosa o credente ostinato, credo che a qualcuno bisogna affidarsi. anche se poi magari non esiste, però a qualcuno questo può servire per avere un punto di sfogo o, come succede ad altre persone, ad avere FEDE. Io semplicemente ho un punto di sfogo.
La Calabria è una zona che viene – purtroppo – troppo spesso dimenticata. Anche quando si parla di hip-hop sembra una scena che fuori dai centri più grandi faccia fatica a svilupparsi, riesci a smentirmi? 
Non penso esattamente questo: basta vedere i vari Kiave, Loop Loona, Turi… io credo che comunque, a differenza di altri posti, i ragazzi in Calabria prima di pensare e dire vogliono fare musica o altro, pensano a come sopravvivere in certi casi o a seguire quello che fa la propria famiglia. Poi la scena giù è comunque attiva, però, ecco, ci sono molte difficoltà nel fare le cose.
Questo Ep cosa vuol dire per te? É un punto di partenza verso un qualcosa di più grande nel prossimo futuro?
Questo Ep rappresenta il cambiamento per me: sono cambiato a livello musicale e mi ha fatto cambiare piccole cose dentro la mia vita. È sicuramente un punto di partenza e sarà l’apertura per qualcosa di nuovo, se sarà grande o no non spetta a me deciderlo però sono ottimista e io continuerò sempre a fare il mio, quindi è solo l’inizio…

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